Allo scoppio della Guerra civile spagnola decise di aggregarsi alla Aviazione Legionaria
italiana raggiungendo la Squadriglia "Cucaracha".
Sulla coda del suo biplano da caccia Fiat C.R.32, dipinse la scritta autoironica "Pivello".
Ma il 20 gennaio 1938 abbattè, proprio con un Fiat, il suo primo aereo avversario, il pari ruolo
Polikarpov I-15 Chato della Fuerzas Aéreas de la República Española.
Nella seconda guerra mondiale, sotto il comando del capitano Giuseppe Cenni, venne
messo ai comandi di uno Junkers Ju 87, soprannominato dagli italiani Picchiatello,
della 239ª Squadriglia.


Nel giugno del 1942, Tarantola, con la 151ª Squadriglia, fu trasferito in Sicilia
per gli attacchi contro Malta. La sera del 1 luglio 1942, rivendicò l'abbattimento
di uno Spitfire su Malta, dopo un combattimento con il 603° Squadron.
Il 7 luglio, abbattè, in collaborazione con Niclot, un altro Spitfire.
Altra vittoria, il 10 luglio, in collaborazione con Niclot, durante una grande battaglia
aerea a sud di Rabat, anche se il Macchi di Tarantola rientrò fortemente danneggiato.
Il 23 luglio, ottenne la sua quinta vittoria aerea: Tarantola era ormai un "asso"
(anche se solo ufficiosamente, non riconoscendo la Regia Aeronautica un tale titolo).
Il 27 luglio 1942, Tarantola, Niclot, il sergente Faliero Gelli della 378a Squadriglia e
il sottotenente Beniamino Spadaro, furono attaccati contemporaneamente, di fronte
da sei Spitfire e da sinistra da altri otto. Niclot venne abbattuto dall'asso canadese
George Beurling e Tarantola rientrò alla base ferito a un braccio.
Il 14 ottobre abbattè un altro Spitfire, ma il suo aereo venne seriamente danneggiato
ed fu costretto a lanciarsi con il paracadute vicino la costa siciliana.
L'anno dopo, in servizio in Sardegna, sempre ai comandi di un M.C.202, abbattè un Curtiss P-40.
Il 30 luglio distrusse un caccia bi-coda Lockheed P-38 Lightning.
Ottenuto, subito dopo, uno dei pochissimi Macchi M.C.205 consegnati prima dell'armistizio
di Cassibile, il 2 agosto 1943, compì 5 missioni e riuscì ad abbattere altri due P-38.
Nel 1944, fu in forza alla Squadriglia complementare d'allarme "Montefusco-Bonet",
nell'Aeronautica Nazionale Repubblicana (ANR).
Il 25 aprile 1944, volando su un Fiat G.55, mentre, con altri otto piloti cercava di
contrastare uno stormo di bombardieri americani diretti ad attaccare la fabbrica
dell'Aeritalia di Torino, Tarantola colpito pesantemente, dovette lanciarsi dal suo,
riportando gravi ustioni alle gambe.
La guerra per "Banana" era finita.
Nel corso del secondo conflitto mondiale ha abbattuto ben 10 aerei, cui si devono sommare le vittorie ottenute in Spagna nella guerra civile.
Dopo il conflitto, è entrato a far parte della Pattuglia Acrobatica Nazionale come
solista volando sui Fiat G.46, Fiat G.59 e de Havilland DH.100 Vampire.
È rimasto nell'Aeronautica miliare fino alla pensione.
Ha vissuto a Cesenatico fino alla morte avvenuta il 30 luglio 2001.
Alcune immagini di Ennio Tarantola, anziano, che ha onorato il 5° Stormo a Cervia con una sua visita nel Maggio 2001.
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