ALLERTA VISIBILITÀ

I consigli di Stefano

Non abbassare mai la guardia e

MAI sottovalutare
le condizioni di visibilità

I mesi autunnali e invernali sono il periodo dell’anno più insidioso per il volo, a causa della visibilità ridotta da foschie e nebbie.
Non ci stancheremo mai di raccomandare caldamente ai soci di valutare con la massima attenzione e prudenza le condizioni di visibilità prima di intraprendere un volo.
Alte percentuali di umidità relativa (superiori al 75%) e temperatura di rugiada vicina alla temperatura al suolo (differenza di 4-5 °C o meno) sono chiari indicatori di foschia anche densa e probabile formazione di nebbia all’abbassarsi anche di un solo grado di temperatura.
Questi dati sono facilmente consultabili, oltre che nei bollettini pubblicati su innumerevoli siti meteo, anche interrogando la nostra stazione meteo sul campo (Wind Data Pilot), chiamando il:

366-15.14.001

Generalmente, in condizioni di foschia:

la visibilità valutata dal pilota a terra,
si rivelerà SEMPRE MINORE in volo.

Inoltre, un pilota poco esperto, che vede bene in orizzontale, sovente non valuta adeguatamente la visibilità verticale.
Ovvero, con visibilità orizzontale (a terra) stimata accettabile e sufficiente per il volo, l’insidia è quella del ceiling (base delle nubi o della nebbia) molto basso, a volte anche sotto i 500 ft, con pericolo GRAVISSIMO, durante la fase di salita, di entrata accidentale in nube con perdita del controllo dell’assetto del velivolo.
A questa situazione non v’è rimedio, a meno di recuperare, nei secondi immediatamente successivi, il contatto visivo col terreno.
Durante la salita quindi, il pilota deve intervenire alle prime avvisaglie di perdita di contatto col terreno,

interrompendo la salita e abbassandosi IMMEDIATAMENTE.

Se l’ingresso in nube è già avvenuto,

NON VIRARE, ma ridurre la potenza e lasciare scendere l’aereo senza intervenire sui comandi.

Il contatto visivo col terreno arriverà in pochi istanti, anche se questi sembreranno lunghissimi.

L’ipotesi veramente drammatica è, invece, l’ingresso accidentale, in volo livellato, in una formazione di nebbia che è a contatto col terreno.
Pur abbassandoci, non usciremmo dalla nube.
Questa situazione...

VA SOLAMENTE E SEMPLICEMENTE EVITATA.

Per questo, manteniamo SEMPRE il contatto visivo col terreno sottostante, ma anche e soprattutto con quello DAVANTI a noi, e non esitiamo a fare un rapido 180° all’incontro dei primi “sfilacci” di nube, prima di perdere irrimediabilmente il contatto visivo col suolo.
Il disorientamento spaziale e le sensazioni illusorie derivanti dall’ingresso accidentale in IMC (Instrumental Meteorological Conditions) hanno provocato innumerevoli vittime nel mondo del volo VFR (a vista) e del VDS.

L'Università dell'Illinois ha compiuto dei test sul disorientamento spaziale, con risultati molto interessanti.
Venti allievi piloti hanno fatto da cavia volando in condizioni simulate di nessuna visibilità (IMC).
Sono tutti finiti in vite o a fare le montagne russe.
L'unica differenza tra i vari risultati è stato il tempo necessario a perdere il controllo dell'aereo: da un minimo di 20 a un massimo di 480 secondi, con una media di 178 secondi, ovvero tre minuti scarsi.

La cronaca:

Il cielo è coperto e la visibilità è scarsa, sembrano più 2 miglia che le 5 miglia riportate, e non riesci a giudicare la base della copertura.
L'altimetro ti dice 1.500 ft ma la mappa ti dice che in zona ci sono rilievi di 1.200 ft, e tu non sei sicuro di dove sei esattamente. Ma hai già volato con un tempo peggiore di questo, quindi continui.
Ti trovi quasi inconsciamente a tirare un poco sulla barra per via di quei rilievi.

E di colpo ti trovi nella nuvola.

Cerchi di scrutare con tutta la tua attenzione nel bianco che ti avvolge, e gli occhi ti fanno male. Lotti contro quella sensazione allo stomaco. Cerchi di inghiottire e ti accorgi di avere la bocca secca. Ti accorgi adesso che avresti dovuto rimandare la partenza.

L'appuntamento era importante, ma non così importante. Senti una voce che ti dice: "Ecco, te la sei cercata, sei fregato!".

Adesso hai 178 secondi da vivere.

Il tuo aereo sembra andare dritto, ma la bussola gira lentamente. Dai un poco di piede e premi leggermente la barra per fermare la virata, ma la sensazione è innaturale, e rimetti i controlli nella loro posizione originale. Sembra andare meglio, ma adesso la bussola gira più rapidamente, e la velocità è aumentata un poco. Cerchi una risposta negli strumenti, ma quello che vedi non ti sembra familiare. Speri che passi presto.

Ma adesso hai 100 secondi da vivere.

Guardi l'altimetro e con orrore ti accorgi che stai perdendo quota. Sei già sceso a 1.200 piedi. Istintivamente tiri sui controlli, ma questo non ferma l'altimetro. Il motore è nell'arco rosso, e alla velocità manca poco per arrivarci.

Hai 45 secondi da vivere.

Adesso sudi e sei scosso. Ci deve essere qualcosa di sbagliato nei controlli; quando cerchi di richiamare la velocità aumenta invece di diminuire. Senti che il vento cerca di portarsi via l'aereo.

Hai 10 secondi da vivere.

Di colpo vedi la terra. Gli alberi corrono verso di te. Se giri la testa, riesci a vedere l'orizzonte ma si trova ad un angolo strano, stai volando quasi rovescio. Apri la bocca per gridare.

Ma hai finito i secondi.

Pensaci, la prossima volta che decidi di continuare col cattivo tempo.

Non abbiamo strumenti e capacità per condurre il volo in nube (o nebbia, che è la stessa cosa).
Quello che possiamo e DOBBIAMO FARE è

evitare di trovarci in tali condizioni.

Un “paterno” consiglio che devo dare a tutti Voi:
Se le condizioni di visibilità non vi convincono completamente e avete ancora poche ore di volo, non decollate e chiedete consiglio a chi ha più esperienza di voi.
Se non avete questa possibilità, rinunciate. Non mancheranno splendide giornate per volare.
E’ un gesto che può salvarvi la vita.