Lidio Urbano Mancini nato il 1 dicembre 1912 a San Giorgio in Bosco (Padova) da genitori Cesenati, fu certamente uno dei più degni emuli delle gesta di Carlo Emanuele Buscaglia, l’Asso degli Aerosiluranti.
Sportivo appassionato fu ben presto affascinato dal volo e nel 1936 conseguì il brevetto di pilota presso la Scuola di Pilotaggio di Malpensa, ottenendo abilitazioni su Caproni CA 100, Breda BA 25, Caproni CA 111, Savoia-Marchetti S. 81, Piaggio P. 32, Cant Z 1011 e Savoia-Marchetti S. 79.
Dal 30 aprile 1938 al 29 gennaio 1939 fu volontario nella Guerra di Spagna quale Sottotenente pilota da bombardamento guadagnandosi la promozione a Tenente per merito di guerra e una medaglia al Valor Militare.
Il 15 febbraio 1940 fu costituito il 105° Gruppo da Bombardamento sull’aeroporto di San Giusto a Pisa. All’inizio della Seconda Guerra Mondiale il Comando del Gruppo passò nelle mani di s. Ecc. Ministro Galeazzo Ciano, in qualità di Maggiore, poi promosso per merito di guerra T. Colonnello, e con lui c’era il Capitano Alessandro Pavolini, Ministro della cultura popolare.
Il Capitano Urbano Lidio Mancini allora tenente pilota da bombardamento fu incorporato nel gruppo e nell’apparecchio di S. Ecc. Ciano, quale ufficiale puntatore.
Da allora combatté in Francia, su Malta, in Grecia, su Salonicco, Kotzani, Premeti, Corfù, Mali, Denitzi, Mali Trebiscines, Chiaf, Sfiut, e altre decine di bersagli con molta efficacia distruttiva.

Il 12 agosto 1942 il gruppo al Comando del T. Colonnello Cadringher, con il Capitano Urbano Mancini, al Comando della 254° Squadriglia, prendevano parte alle contrastate azioni di siluramento di una forte squadra navale nemica nel mediterraneo occidentale.
Le sue imprese di siluratore cominciarono da quel giorno, in cui riuscì ad affondare una nave da battaglia inglese di 15.000 tonnellate nel Mediterraneo occidentale.

Nel novembre dello stesso anno, con l’invasione anglo-americana del territorio dell’Africa francese, gli aerosiluratori iniziano la loro attività più intensa.
Nella rada di Algeri l’8 novembre 1942 Mancini colpì con un siluro un’altra unità da guerra, e tre giorni dopo, ad est della stessa rada, colpì in pieno una portaerei affondandola.

Il 9 dicembre 1942 Mancini compì la sua più audace impresa (egli la considerava, con giusto orgoglio, la più bella tra le sue azioni): nelle prime ore del pomeriggio, superando condizioni atmosferiche particolarmente avverse, tre Savoia-Marchetti S. 79 - Sparviero - della 254^ Squadriglia del 105° Gruppo, con capi equipaggio il capitano Urbano Mancini, il tenente Ernesto Borelli, e il sottotenente Casanova, penetrarono nella rada di Algeri per attaccarvi le navi del convoglio MKS. 31.
Giunto a distanza utile, Mancini in collaborazione col gregario, colpì in pieno la corvetta britannica Marigold da 16.000 tonnellate che affondò subito.
La reazione si levò rabbiosa quando Mancini aveva già lasciato la zona dell’attacco, ma fu incrociato dalla caccia che lo inseguì per ben 35 minuti.
Ingaggiato un combattimento con un Curtis P40, lo "Sparviero" di mancini ebbe la meglio e poté riguadagnare la base.

All’inizio del 1943 il Capitano Urbano Mancini assunse il comando del 105° Gruppo Aerosiluranti continuando a silurare navi da guerra, navi mercantili, piroscafi armati, tutte le unità navali battenti le bandiere del nemico.
In tale occasione il Comandante Galeazzo Ciano (Ministro degli Esteri) gli inviò il seguente Telegramma:

SICURO CHE COMANDO DI GRUPPO SOTTO TUA GUIDA FERMA E SICURA CONTINUERA’ SUPERBE TRADIZIONI INVIO A TE E CAMERATI PILOTI SPECIALISTI MIGLIORI AUGURI. GALEAZZO CIANO
Da allora, particolarmente nelle ultime settimane del mese di marzo 1943, il Capitano Mancini, col suo 105°Gruppo, fu sempre presente instancabilmente in tutte le azioni di siluramento.
Altri successi del Capitano Mancini furono: un piroscafo di medio tonnellaggio affondato nella rada di Bona; un’altra unità colpita gravemente e forse irrimediabilmente il 29/01/1943 presso Capo Corbelia; un’unità di medio tonnellaggio nella rada di Algeri; un piroscafo di 15.000 tonnellate a nord di Diljelli; un altro piroscafo di 7.0000 tonnellate nella baia di Bona; un grosso piroscafo nella rada di Algeri e infine un piroscafo di 15.000 tonnellate nel Golfo di Philippeville.
In totale in 23 missioni il Cap. Urbano Mancini, sicuramente affondò circa 100.000 tonnellate di naviglio, danneggiandone parecchie altre migliaia.

Infine, nel pomeriggio del 27 marzo 1943, durante un attacco in massa, realizzato da dodici S. 79 dell’ 89° e 105° Gruppo e da otto aerosiluranti tedeschi He. 111 del KG. 26, la motonave britannica Empire Rowan fu affondata nel Golfo di Philippeville.
Il successo fu certamente realizzato da tre velivoli del 105° Gruppo, con capi equipaggio il capitano Urbano Mancini e i tenenti Ernesto Borrelli e Paolo Marchini.

Tra le ore 10:10 e le ore 10:20 del 27 marzo decollarono da Decimomannu quattro pattuglie di tre S. 79, due del 105° Gruppo e due dell’89° Gruppo. Lo scopo era quello di attaccare un convoglio composto da circa venti piroscafi e navi scorta, che era stato avvistato alle 06:25, con rotta 090, in lat. 37°03’N, long. 06°05’E (a nordovest del porto algerino di Philippeville).
La formazione degli aerosiluranti dovette però dividersi a causa delle pessime condizioni di visibilità incontrate lungo la rotta, assieme a frequenti piovaschi. I velivoli italiani furono seguiti da una formazione di otto aerosiluranti He. 111 del II./KG. 26, che erano guidati da due bombardieri Ju. 88 del III./KG.76.
Il convoglio britannico, che in codice era chiamato "Untrue", era protetto nelle ore diurne da sezioni da caccia britanniche della R.A.F., costituite da velivoli Hurricane del’87° Squadron e da Spitfire del 43° e 242° Squadron.
Inizialmente, una sezione di due Hurricane (sottotenenti pilota Thompson e Johnson) intercettò due He. 111 e ne abbatterono uno all’altezza di Capo Takauch.
Poi intervennero gli Spitfire che colpirono gravemente uno dei due Ju. 88, il quale, al rientro in Sicilia, si sfasciò in atterraggio, determinando la morte dell’intero equipaggio.
Un’altra sezione di due Spitfire, pilotati dai sottotenenti Torrance e Turkington, intercettò una formazione di sei He. 111, senza però conseguire risultati tangibili. Successivamente la stessa sezione di Spitfire intercettò altri tre aerei, e li insegui fino all’esaurimento delle munizioni. Doveva trattarsi di una pattuglia di tre S. 79 del 105° Gruppo, comandata dal capitano pilota Giulio Ricciarini, che, giunta nei presso della costa Africana all’altezza di Capo de Fer, fu intercettata da velivoli dai caccia britannici e costretta a rientrare alla base.
Il capitano Mancini attacco e affondò la fregata da 10.000 tonnellate Empire Rowan. Alle ore 12:20 il capitano Mancini trasmise il messaggio:

" Eseguita missione - Rientro ".

Ma la seconda pattuglia di tre S. 79 del 105° Gruppo non rientrò alla base, compreso lo stesso Mancini, essendo stata intercettata e interamente distrutta da un’altra sezione di due Spitfire del 43° Squadron, pilotati dal sottotenente Snell e dal sergente Hermiston. L’ufficiale riuscì ad abbattere due aerosiluranti, il sottufficiale il terzo.

Questo fu praticamente l’ultimo attacco realizzato di giorno dagli aerosiluranti italiani con una certa consistenza di forze, secondo la tattica di massa, e che costò dolorose perdite.

Di recente all'aerosiluratore Cap. Urbano Lidio Mancini è stato intitolato l'aeroporto militare di Cervia-Pisigano sede del 15° Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana.

Decorazioni dell’Areosiluratore Cap. Urbano Lidio Mancini

  1. Medaglia Commemorativa della Campagna di Spagna D.M. 25 ottobre 1938 (B.U. 1938 Suppl. Segreto n. 07 pag. 29)
  2. Croce al Merito di Guerra per la Campagna di Spagna D.M. 11 febbraio 1939 (B.U. 1939 Suppl. Segreto n. 01 pag. 89)
  3. Medaglia di benemerenza per i volontari di guerra D.M. 11 febbraio 1939 (B.U. 1939 Suppl. Segreto n. 01 pag. 89)
  4. Distintivo di nomina a sottotenente in S.P.E. ottenuto per merito di guerra, lì 7 settembre 1939
  5. Medaglia di Bronzo V. M. cielo di Spagna dicembre 1938 -- gennaio 1939
  6. Cruz della Guerra Spagnola (brevetto concesso da S. E. il Generalissimo Franco, 15 maggio 1938)
  7. Medaglia Militare collettiva Spagnola per le operazioni militari (concessa da S. E. il Generalissimo Franco, 12 maggio 1938)
  8. Medaglia della Campagna Spagnola 21 maggio 1939.
  9. Medaglia d’Argento al Valor Militare Grecia 14 giugno - 21 novembre 1940
  10. Medaglia Commemorativa della spedizione in Albania,1940
  11. Croce di Cavaliere dell’Ordine di Skanderbej 10 maggio 1941
  12. Ordine della Corona d’Italia, ottobre 1942
  13. Croce di Ferro di Seconda Classe del Reich
  14. Distintivo di avanzamento per merito di guerra
  15. Medaglia d’Argento al Valor Militare. Cielo della Grecia e del Mediterraneo 8 marzo 1941 - 12 agosto 1942
  16. Medaglia d’Argento al Valor Militare 18 marzo 1943
  17. Medaglia d’ORO Cielo del Mediterraneo 18 novembre 1942 - 27 marzo 1943

Fonti

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